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giovedì 13 maggio 2010

Frammenti di Passato


Maggio 2010 è, senza dubbio, uno dei mesi più importanti e impegnativi della mia vita: Luca ed io abbiamo consegnato il primo volume di Loumyx e ieri ci hanno dato l'ok per il secondo, una risposta che attendo da troppo tempo dovrebbe arrivarmi fra qualche giorno, ho iniziato una nuova collaborazione che mi sembra davvero promettente e, fra meno di due settimane, mi laureo.
Nel frattempo, sto cercando di portare a termine tutti i progetti in cantiere. Mi scuso con i disegnatori interessati per il ritardo con cui riceveranno i soggetti, ma preferisco lavorare bene che in fretta: sono convinta che alla fine non resterete delusi del risultato... La mia pignoleria e il mio scrupolo, di solito, portano solo cose buone ;-)
Penserete che gli sketches di Alberto che ho pubblicato non siano inerenti al tema e invece lo sono, eccome. In un periodo di bilanci come questo, ogni tanto viene spontaneo guardarsi indietro e, sfogliando le vecchie Moleskine, quelle dove ho tracciato gli schemi per le mie prime storie, ho trovato questi disegni e mi sono commossa nel rivedere questi frammenti di passato: a volte la vita è condizionata da chi incontri e se, assieme all'amore, trovi anche qualcuno che crede fermamente in te e che ti sprona a migliorare, magari anche grazie a sonori cazziatoni, allora sei stato fortunato. Io lo sono stata e le immagini che vedete qui sopra sono legate proprio al periodo in cui ho cominciato a cambiare, a crescere e a prendermi davvero le mie responsabilità, tentando di diventare una persona migliore.
Godetevi il tratto irresistibile del Mastro, dunque, e incrociate le dita per me. Spero di tornare presto su queste pagine, ma per il momento... That's all folks!!!

mercoledì 5 maggio 2010

Napoli



Non ho ancora scritto niente sul Comicon e il motivo è molto semplice: ho cercato di dissimularlo nel miglior modo possibile, ma nei giorni della fiera sono stata molto male... Uscivo da un'influenza non curata che mi ricordava, una tantum, di non essere stata adeguatamente considerata lancinandomi i polmoni con un'oretta (o due) di tosse al giorno, segno evidente del suo disappunto, inoltre, il mio pensiero vagava spesso sul lavoro lasciato in sospeso e sulla tesi da consegnare entro pochi giorni (ieri, per la precisione): tutti questi fattori non mi hanno fatto godere questo soggiorno come avrei voluto, ma sono contenta di aver incontrato (anche se, in alcuni casi solo incrociato), i soliti splendidi soggetti (leggi Santucci, Bocchio, Ausonia, il team Doubleshot, Caluri e Pagani, Burchielli e signora, Palumbo, Sualzo, Recchioni e i ragazzi di Katlang... mi sono ricordata tutti!? Se la risposta è no, date la colpa alla convalescenza) e di aver conosciuto gente nuova e spassosa, la simpaticissima Margherita e Akab fra tutti; quest'ultimo mi ha indirizzato verso una mostra di Mendoza a cui ancora penso, bellissima davvero...



Il quadro, visto così, non rende l'idea: immaginatevelo in grande (molto grande) su una parete bianca che riempie da solo grazie alla sua forza visiva, circondato da opere gemelle, che ripropongono inquietanti e intense bambine bionde che sembrano seguirti con lo sguardo di stanza in stanza, il tutto accompagnato da una musica d'opera molto suggestiva. Il MADRE è un museo notevole, vorrei tornarci con la dovuta calma e con la mente più viva. Mi dispiace di non aver beccato Crippa e Rigamonti e di non essere riuscita a fare un bel giro turistico, come ci eravamo ripromessi Alberto ed io: pazienza, la prossima volta cercherò di essere più presente, sia nel corpo che nello spirito e di non lasciare la testa sulla Moleskine o sul planning settimanale... Il fatto di essermi innervosita tanto da smattare il primo giorno di fiera mi fa riflettere: se gli eventi mi tengono lontana dal lavoro per più di 3 giorni, sto malissimo... Certo che sono proprio cambiata in questi ultimi anni :-)

martedì 20 aprile 2010

SIILO!!


Ultimamente sto vivendo in un limbo in cui esistiamo soltanto io, la mia Moleskine, il PC che sta contribuendo a togliermi diottrie, per la gioia del mio oculista, e i famigliari oggetti disseminati nella mia stanza/studio che mi fanno sorridere già di primo mattino, quando la tenue luce dell'alba filtra dalle persiane semichiuse, invitando il mio gatto, Dusty, a berciare come un pazzo, modulando il suo miagolio unico al mondo, così imponente da svegliare un intero palazzo.
Le mie giornate cominciano così; con un micio da manicomio come sveglia, il pensiero che c'è tanto da fare e la giusta dose di entusiasmo per farlo. Le azioni che compio appena messo un piede giù da letto sono, in ordine cronologico: aprire la finestra per cambiare aria, fare la doccia, vestirmi (comoda), fare colazione a base di té verde, frutta e cereali, accendere il computer e, prima di sedermi per lavorare, lanciare un'occhiata all'opera originale di Pagliaro, pezzo unico, tracciato sulla lavagnetta memo appesa sul muro alla mia destra, in un pomeriggio in cui ero particolarmente giù... Guardare questo disegno mi mette di buon umore all'istante, meglio di un'iniezione di caffeina o di un dito intinto nella Nutella. La sentita affermazione espressa dal soggetto si riferisce a una specifica frase di questo post, che forse un giorno vi spiegherò in dettaglio :-)
Un grazie a tutti i sostenitori vecchi e nuovi: continuate ad appoggiarmi che ce n'è bisogno!!!
A presto per le news.

Cosa bolle in pentola?


Un sacco di cose buone, questo è sicuro; le portate sono tutte ottime, le sto facendo rosolare a fuoco lento, ho scelto le spezie più rare e i condimenti più saporiti per renderle ancora più accattivanti. Come per tutte le preparazioni complicate, ci vuole tempo, ma sono tranquilla, cari colleghi, perché so che quando assaggerete queste miei ultimi piatti, vi leccherete i baffi... Basta avere la pazienza di aspettare un pò. Da bravo chef sto mettendo la massima cura in quello che faccio: ho dato la precedenza a un paio di snack grossoloni (che non riguardano la mia attività principale) per poter compilare al meglio le ricette delle vostre ordinazioni... A voi il compito di comporre un menù amornioso, di controllare che tutto sia cotto a puntino e di decorare il piatto che dovremo proporre: Sono certa che tutto sarà servito a dovere e che i nostri difficili clienti, dal palato fino (ma dai gusti spesso incomprensibili) apprezzeranno la nostra ricca tavola imbandita e non vedranno l'ora di tornare al nostro ristorante.
Ringraziate la dieta primaverile che sto seguendo per la metafora culinaria che avete appena letto: il succo mi sembra chiaro, sono un pò in ritardo sui tempi, ma semplicemente perché sono stata bloccata da un paio di lavori imprevisti e, nonostante gli ostacoli che mi hanno impedito di rispettare alla lettera la mia ferrea tabella di marcia, voglio consegnarvi la miglior sceneggiatura possibile. Restate connessi ;-)

domenica 11 aprile 2010

Epifanie


A volte capita di perdere di vista le cose importanti: intrappolata e macinata da una quotidianità troppo densa di preoccupazioni, mi sono concentrata troppo a lungo sui problemi sbagliati; su quello che va male, tralasciando ciò che va bene, focalizzandomi sui torti subiti e dimenticandomi di chi ha lavorato con me e per me, non dando il giusto peso a chi mi ha sostenuta fin dall'inizio e, soprattutto, non considerando quanto sono riuscita a fare, da sola, in così poco tempo. In poche parole, non ho tenuto conto di tutto quello che ho, di quello che sono e di chi mi sta accanto come avrei dovuto, ma a questi periodi neri segue sempre un'Epifania e questa è arrivata ieri, grazie a un bel discorso chiarificatore della persona a me più cara... Ero stata risucchiata da un meccanismo di negatività che mi aveva bloccata e mi ero dimenticata del mio slancio iniziale, della sensazione inebriante che ho provato quando ho scritto il mio primo progetto valido, quello che adesso si avvia verso la sua conclusione: il mio entusiasmo si era preso una breve vacanza, ma stamani è tornato a bussare alla mia porta, con tanto di bagagli, ben intenzionato a restare per guidare la mia penna. Quello che scriverò da oggi in poi sarà opera della vera Moleskina, ci metterò tutta me stessa, per gli altri, ma soprattutto per me e, credetemi, sentirete, o meglio, leggerete la differenza... A presto per gli aggiornamenti sui lavori in corso, tutti, ma proprio tutti, parecchio promettenti :-)

mercoledì 31 marzo 2010

Diario di Viaggio


Ultimo post marzolino, in bilico fra tanti pensieri e mille sensazioni. L'inquietante cielo monocromo e senza nuvole che mi sovrasta sembra invitare chiunque lo osservi a prepararsi una bella tazza di té bollente e a coricarsi, scacciando in un angolino recondito della mente ogni preoccupazione per sognare un pò, ma io non posso dargli retta... C'è troppo da fare e non mi lamento. Il vento ghiacciato mi sussurra che la primavera è solo un'illusione, ma il calendario lo smentisce, sollecitandomi a lavorare ancora di più e ancora meglio. Stamani ero in treno, lo zoo di varia umanità più popolato che ci sia. Il silenzio del primo mattino e il tepore del riscaldamento ancora acceso avevano avvolto tutto lo scompartimento in un pacifico dormiveglia: nessun rumore disturbava quell'immobilità assoluta e io mi sono letta il mio fumetto (questo: un piccolo capolavoro) immersa nella più totale quiete, gustandomi ogni pagina e permettendomi perfino di versare una lacrimuccia sul commovente epilogo. A volte basta poco per ritrovare la direzione: è sufficiente prendersi un attimo tutto per noi, viverlo, goderne, respirarlo, gioirne, conservarne il ricordo... Può sembrare strano, ma il treno è uno dei posti in cui riesco a rilassarmi di più e a farmi venire le migliori idee; un vero toccasana in questi mesi problematici in cui sono stata spesso sottratta al mio lavoro dagli imprevisti legati alla ristrutturazione della nuova casa (ancora in corso) e dalla stesura della tesi (finita, in attesa di essere impaginata e legittimata dall'adempimento di tutte le pratiche burocratiche che precedono la discussione), ma da aprile si cambia musica: potrò finalmente dedicarmi ai progetti vecchi e nuovi, rinfrancata dal sole sul viso, dalle farfalle in giardino, dalla bellezza della vita che sboccia davanti agli occhi di tutti quelli che vogliono vederla... Da aprile si archiviano le soddisfazioni e le delusioni ottenute finora; si cancella tutto e si riparte da capo, con più entusiasmo di prima.

giovedì 18 marzo 2010

Nonostante Tutto...

Chi mi è vicino sa che questa è stata una settimana triste: c'è stato un lutto in famiglia e la morte ti raffredda dentro quando tocca qualcuno che ti ha vista nascere, anche se il normale corso della vita ha separato spesso la sua esistenza dalla tua. Questi eventi mi fanno sempre pensare alle altre persone che ho perso, che ho amato, ma a cui non ho saputo aprire il mio cuore come avrei dovuto: che ci posso fare? Sono una persona lunare io, spesso mi danno della snob, ma chi lo fa non ha capito niente di me... Mi piace stare con la gente, ma ho bisogno della solitudine, talvolta. Le mie serate da eremita mi servono a scacciare i cattivi pensieri e a trasformare quelli buoni in idee, idee che finiranno su carta. Il mio antidoto contro il dolore è scrivere, anzi no, è sognare, meglio ancora, è scrivere sogni; mentre penso a cosa non c'è più, ringrazio per tutto ciò che ho o fantastico su quello che vorrei che ci fosse, io riempio Moleskine, una dietro l'altra, anno dopo anno, nonostante tutto...

giovedì 11 marzo 2010

Il Lungo Cammino


Come avevo anticipato nel post precedente, in questo periodo sono presa da molte cose che non hanno niente a che vedere con il lavoro e sto cercando di concentrarmi il più possibile per risolvere le incombenze inerenti a queste faccende proprio per essere libera di scrivere a tempo pieno nei mesi che verranno.
Riflettendo su quello che sto facendo e paragonando la mia vita alla ormai sfruttatissima metafora del sentiero, mi sembra di aver camminato senza una direzione e fin troppo lentamente per la maggior parte del tragitto: la passeggiata mi è sembrata piacevole per certi versi, ma mi sono fermata a riposare troppe volte e, senza riflettere abbastanza, ho imboccato vie traverse che mi hanno portata fuori strada, lontano da chi veramente mi amava e ancor più distante dai miei obbiettivi... A volte ho tenuto la mano a compagni e compagne di viaggio con cui avevo ben poco in comune e mi sono distratta; il paesaggio mi è passato davanti, come da un finestrino di un treno, e io non ho saputo gustarmelo... Non ho neanche fatto una sosta per raccogliere i frutti che mi venivano offerti o ascoltare i canti che mi avrebbero rimesso subito sulla giusta via. Il mio viaggio consisteva in un lungo cammino che mi permetteva di imbattermi in qualche gioia sporadica ma che, sicuramente, non mi avrebbe mai portata da nessuna parte.
Da tre anni a questa parte ho cambiato andatura: non mi fermo più spesso, ma anche se il mio passo è più veloce non mi sfugge un dettaglio di quello che sento e di quello che vedo... Prima di affrontare un bivio consulto la mia mappa interiore e scelgo la strada con oculatezza, ma essa non corrisponde mai a quella più facile o alla più breve. Il mio sguardo non è più rivolto al cielo, ma neanche in basso: guardo dritta davanti a me e faccio di tutto per realizzare quello che voglio nel rispetto degli altri... Non odiare è il traguardo più importante che si possa raggiungere, l'ho imparato sulla mia pelle: l'odio e la sua branca più meschina, l'invidia, avvelenano chi li prova. A quello ci sono arrivata: voglio bene a molte persone, le altre... le tollero :-)
Insomma, la mite camminata si è trasformata in una marcia sostenuta, quasi in una corsa, negli ultimi tre anni di percorso... Il merito è di una persona in particolare (e lui lo sa), ma è anche mia: sono piuttosto contenta se penso agli ultimi chilometri, macinati a tempo di record, e sono convinta che questo sentiero più lineare, ma non certo noioso, mi porterà in qualche posto interessante...

lunedì 22 febbraio 2010

Contenta per i cigni...


Chi è il tizio che ha deciso che Febbraio doveva essere il mese più corto dell'anno!? Chiamatemelo tramite seduta spiritica perché dobbiamo fare due chiacchiere: sono arrivata oggi alla conclusione che non riuscirò mai a incastrare tutto ciò che ho lasciato in sospeso in soli cinque giorni, perciò ho tirato un bel respiro, ho deciso di dare la priorità a persone che si meritano il mio tempo e mi sono messa sotto, ben decisa a concludere qualcosa di importante prima dell'arrivo della prossima stagione. Non è più periodo di lamentele e musi lunghi: è il momento di darsi da fare, ancora più di prima, nonostante le ore che dovrò impiegare a seguire la"crescita" della nostra casina (ma questo è un piacere... mi intenerisce vederla cambiare forma) e quelle da dedicare al privato (idem... cercherò di non incantarmi, pensando a una sequenza, mentre parlo di altro o sono in giro con amici e dolce metà)... A questo proposito, voglio ringraziare Alberto per avermi trascinata al Carnevale di Viareggio ieri: mi sono lamentata e ho bofonchiato per tutta la settimana perché odio la folla e questa festa e perché volevo lavorare anche di domenica, per rimettermi in pari, invece mi sono divertita e sono finalmente riuscita a staccare un pò... Restando in tema, sono contenta che abbiano vinto i cigni che vedete qui sopra... Un pò perché era il carro più bello in assoluto, un pò per il messaggio antirazzista che portava: ce n'è bisogno in questo momento, soprattutto in Italia.

sabato 13 febbraio 2010

Vedo Nero


Sarà che la soffocante patina scura che avvolge questo periodo non è ancora stata squarciata da una bella notizia qualsiasi, sarà che le aspettative non corrispondono ai risultati, sarà che sempre più spesso trovo le persone e certi eventi incomprensibili, sarà che l'esperienza mi ha resa molto meno spensierata di qualche anno fa, sarà che spesso sono come gli animali: fiuto nell'aria qualcosa che sta per arrivare e che non vorrei mai che arrivasse, sarà che la vita è spesso ingiusta e che ho avuto modo di appurarlo molte volte, ma vedo nero... Vedo tutto nero. Per fortuna mi capitano di rado questi periodi di pessimismo totale: durano un giorno, forse due, e in questi momenti non dovrei sentire o vedere nessuno, dovrei teletrasportarmi in un'altra dimensione ad aspettare che tutto passi.
Come immagine avrei voluto mettere quella finale di "A Serious Man", ma sarebbe stato uno spoiler: il film dei Coen è scritto da Dio, ma mi ha lasciato una sensazione di disagio che non sono ancora riuscita a scrollarmi di dosso... Spero che passi e spero anche di non pescare mai La Torre.

mercoledì 3 febbraio 2010

Angoulême 2010

Il cielo di Angoulême era costellato di palloni rossi e questo, almeno a due persone con cui sto lavorando da un bel pò, dovrebbe sembrare una sorta di presagio... Non posso fare adesso un bilancio di questa trasferta: è sempre tutto troppo effimero e la scaramanzia mi impedisce di rallegrarmi per i "forse". Ho girato in lungo e in largo le strade che portavano ai diversi padiglioni, incontrando belle persone che vedo solo alle fiere ma che, ogni volta, mi sembrano amici di vecchia data. Ci confortiamo a vicenda, veniamo cullati dalle aspettative, tiriamo fuori tutti una grinta e una testardaggine che forse un tempo non credevamo di avere... Noi andiamo lì per combattere, lottiamo per dare voce alle nostre storie, nuotando controcorrente in un mare di autori più o meno bravi, consapevoli che, prima o poi, in un modo o nell'altro, raggiungeremo la riva. Sono partita senza troppo entusiasmo quest'anno, presa da troppi problemi irrisolti, ma l'ultimo giorno mi sentivo una tigre, forse per merito dell'elisir di speranza che aleggia attorno agli stand. Giulio ed io abbiamo parlato con chi dovevamo, scortati dalla migliore agente che si possa desiderare, Camilla; in sua assenza, ho presentato gli altri progetti a tutti quelli che potevo, aiutata dai grandi Matteo, Emanuele e Giorgia, che hanno fatto la maggior parte del lavoro da soli. Sono soddisfatta dei sogni su carta che siamo riusciti a creare, per il resto, chi vivrà vedrà. Un ringraziamento speciale alle splendide Nora e Claudia che, l'ultimo giorno, poco prima della partenza, mi hanno regalato il loro bellissimo libro e sono riuscite a farmi rilassare con una provvidenziale sessione di shopping... Abbiamo comprato o no i due vestiti più belli del mondo?
Un bel respiro, dunque, e di nuovo al lavoro, subito, senza lasciarsi distrarre dai "forse" cantati dalle sirene! Ragazzi... Mi manca già il Latitude!!!
P.S. Ho dimenticato la macchina fotografica (giusto una cosetta inutile, eh!?) perciò l'immagine l'ho fregata al mitico Massimo Deh :-)

martedì 12 gennaio 2010

Tè Mattutino

Sono in piedi dalle 5 e questo rafforza la mia convinzione che le ore migliori per scrivere sono quelle più profonde della notte e le prime del mattino: penso di aver riscritto piuttosto bene un soggetto che non mi convinceva affatto e adesso lui se ne sta lì buono buono, sullo schermo del mio nuovo amico rosa, ad aspettare di essere riletto, corretto e tradotto. Nel frattempo sorseggio la terza tazza della mia droga del momento: questa. Sono in pausa e questo è un post di passaggio: ho allentato un pò la tensione in questi ultimi giorni, in attesa dell'inevitabile botta di adrenalina che mi arriverà tra capo e collo a una settimana da Angoulême, quando correrò a destra a manca a stampare, telefonare, lamentarmi, lodare o approfittare del gesso per calarlo in testa a chi se lo merita. Dalla prossima volta vi mostrerò TUTTI i progetti che dovrei portare in Francia, anche quelli che non sono ancora pronti e che non so se verranno oppure no con me, insomma, vi farò vedere un anno del mio lavoro, sperando di farvi cosa gradita. Esprimetevi pure liberamente, tanto la più feroce critica di me stessa sono proprio io. La qualità è sicuramente migliorata rispetto a qualche tempo fa, ma non sono ancora del tutto soddisfatta: voglio fare meglio e di più. Ci riuscirò? Gli inizi sembrano promettenti, malgrado il dito ;-)

lunedì 28 dicembre 2009

Buoni Propositi...

Questo sarà di sicuro l'ultimo post dell'anno e, neanche a farlo apposta, è il n°100. Il 2009 è stato un anno pieno di aspettative e di delusioni: il lavoro svolto non ha ancora portato i suoi frutti e le certezze non si sono dimostrate tali. A Febbraio ho perso una persona carissima e ancora non me ne capacito... non ho potuto salutarla un'ultima volta perché ero ad Angoulême, a presentare i miei progetti (a proposito... mancano 31 giorni!!!); forse è stata proprio questa consapevolezza a farmi mettere troppo accanimento nel lavoro e a raddoppiare le mie ansie ma, mentre questa 362ª giornata scivola via, io penso al futuro e non al passato. Non posso promettere che riuscirò a non stressarmi anche perché ho programmato di lavorare il doppio, il triplo, il quadruplo degli anni passati, finché non avrò raggiunto i miei obbiettivi, ma posso giurare che sarò più metodica, che non mi farò affossare dalle cattive notizie, nè esaltare troppo dalle buone, insomma, mi comporterò da vera professionista e non mi lascerò fermare da niente e da nessuno: questi sono i miei propositi per i tempi che verranno. Buona fine e miglior principio a tutti, dunque, e che l'anno nuovo ci porti tante cose belle... Ci risentiamo nel 2010 ;-)

mercoledì 16 dicembre 2009

Notturno


Ieri notte sono stata qui, davanti a questo schermo, senza mai allontanarmi, finché non è arrivato il mattino. Non è stata una cosa programmata, volevo soltanto snellire una pila di lavoro arretrato ma, man mano che le ore passavano, mi sono resa conto che stavo macinando pagine a un ritmo troppo buono per interrompermi e così, tra un caffé e un'occhiata al cielo stellato, tra una puntatina su Facebook per farmi gli affari altrui e uno spuntino fugace, ho riscritto e tradotto una trentina di pagine di materiale e appuntato tante nuove idee per due soggetti che cercano di uscire dalla mia testolina da troppo tempo. All'alba ero serena, appagata e non sentivo alcun bisogno di tornare a dormire, a dire il vero, non sono mai stata così sveglia come oggi. L'ho già detto nel post precedente; in sostanza questo è un periodo di stasi, il mio primo libro l'ho terminato, l'altro è in stand - by e non possiamo farci nulla; adesso è tutto in mano ai miei validissimi collaboratori. Punto. Sono contenta perché il loro talento è innegabile, ma il mio carattere ansioso mi logora lo stesso, è una mia peculiarità, non me ne vogliano gli amici... sono fatta così. A volte sento una vocina che mi sussurra che qualcosa andrà storto: è fastidiosa come il ronzio di una zanzara e mi si insinua sotto la pelle pizzicandomi quando meno me lo aspetto. La schiaccio ogni volta e lei ritorna, ma sempre più di rado, forse perché ha capito che faccio questo lavoro per un solo motivo, il più scontato... per quella cosa che ti consuma, che ti fa agire in modo insensato, che è sempre una priorità, persino nei momenti più critici, sì, quella cosa che ti fa stare in piedi per una notte intera col sorriso sulle labbra: l'amore. Un amore spesso travagliato, ma decisamente mai, mai sopito.

martedì 8 dicembre 2009

L'Attesa

Non aggiorno da un pò: aspettavo una bella notizia che ancora non arriva e che forse non arriverà mai. Questo lavoro è un'attesa continua... Non mi danno fastidio le ore passate a cercare o a coccolarsi una buona idea, né quelle spese per farla funzionare all'interno di una storia, riesco a sostenere benissimo le divergenze che nascono inevitabilmente in un gruppo di lavoro e non mi lascio intimorire dagli editor che sfogliano spesso con superficialità un dossier che è costato mesi e mesi di lavoro, ma aspettare... è quello che mi ammazza! Mi sento prigioniera del tempo, che mi consuma e che mi toglie l'entusiasmo. L'attesa è un vampiro che mi succhia l'energia in un momento in cui avrei davvero bisogno di tutte le mie forze ma, finché non mi avrà prosciugata del tutto, quello che posso fare è continuare a scrivere, scrivere, scrivere, lasciando per un pò il mondo, con tutti i suoi noiosi e interminabili iter burocratici, fuori dalla mia personale, unica, inattaccabile realtà.

giovedì 22 ottobre 2009

Uggia Autunnale


I motivi per cui amo così tanto l'autunno sono:



- Quel rosso aranciato di cui si dipingono i parchi in questo periodo.

- Lo strano abbinamento tra il cielo limpido e privo di nuvole e il freddo pungente che ti pizzica il naso.

- Il mare color carta da zucchero.

- Le castagne calde assaporate davanti a un film in DVD.

- La biblioteca, deserta in estate, nuovamente affollata.

- Lucca Comics in arrivo con la sua atmosfera così speciale.

- Tante aspettative rannicchiate in un angolo della mia mente, ma sempre pronte a fare capolino.

- I progetti nuovi e la grande energia che ci metto.

- Il gatto che dorme più spesso in casa, acciambellato ai piedi del letto.

- La pioggerellina rada per cui non serve l'ombrello...

Ma in mezzo a tutto ciò, nelle giornate uggiose come questa, la malinconia mi fa dimenticare tutto il bello che c'è e vedo ogni cosa che desidero così maledettamente lontana... è in fondo a un sentiero che so di non poter raggiungere: ne intravedo la fine, è lì, ma quanto bisogna camminare ancora per arrivarci?


martedì 6 ottobre 2009

Le diverse facce dell'immaginario


Ricordo che durante una delle mie prime lezioni di sceneggiatura uno dei miei insegnanti, Matteo, disse che il risultato del nostro lavoro non sarebbe mai stato esattamente uguale a come lo immaginavamo perché il fumetto nasce da un'interazione fra più persone e la sceneggiatura, per quanto dettagliata e ben fatta sia, risente dell'influenza di tutti coloro che lavorano a un progetto e questo, spesso, non è un male.
Questa affermazione mi procurò una certa inquietudine, lo ammetto: ero ancora lontana dal mio primo lavoro professionale, molto più presuntuosa e con un senso della realtà assai meno sviluppato di adesso e mi sentivo in un certo qual modo limitata dalla possibilità che le mie storie fossero "snaturate" da terzi.
A distanza di due anni da questo discorso, mi sono resa conto che, in effetti, la collaborazione fra più persone porta a risultati a volte lontani dall'idea iniziale, ma spesso non meno buoni: l'importante è rispettarsi, venirsi incontro e fare la propria parte con coscienza, il resto viene da sè.
Sono più che convinta che il lavoro dello sceneggiatore non debba terminare con la scrittura: uno scambio costante fra chi si occupa di parole e chi si cura delle immagini giova al prodotto finale e arricchisce entrambe le parti in modo impagabile.
A volte è difficile accontentare tutti, ma volete mettere la soddisfazione alla fine, quando ognuno ha messo in quel libro un pezzettino di sè? A quel punto la storia non è più una serie di parole, una sequenza di disegni o una combinazione di colori, ma l'insieme di tutto questo: è il riassunto delle diverse facce dell'immaginario che parla per tutti quelli che hanno investito tempo, fatica e idee in quel determinato progetto.
Si tratta di un'alchimia che svela la sua vera forma soltanto alla fine e che può riservarti grandi sorprese, nel bene e nel male; è magia e la magia è difficile, soprattutto in tempi così gretti, ma pronunciare con successo un incantesimo e vedere il golem che prende vita o la problematica ragazza che avevate abbozzato nella mente sorridervi dalla pagina... Bhé, tutto questo decisamente non ha prezzo, ti ripaga di tutti i pomeriggi di sole spesi su un foglio bianco, anche quando la meta è ancora lontana, lontana...

mercoledì 22 luglio 2009

La Sospensione Magica


Un pò ci sono abituata a restare concentrata mentre tutti gli altri gozzovigliano: quando studiavo, gli esami della sessione estiva si svolgevano fra giugno e luglio, quelli della sessione autunnale a settembre, quindi agosto è stato spesso immolato ai libri di testo. Questo agosto in particolare, invece, sarà dedicato alla conclusione di un progetto che, se tutto va bene, dovrebbe essere finito a settembre e l'inizio di uno nuovo che vedrà la luce a primavera, più o meno. Ho avuto la fortuna di avere a che fare con un grande disegnatore e due altrettanto fantastiche artiste, un buon amico e due buone amiche, quindi sono tranquilla riguardo alla qualità del lavoro finale da quel punto di vista, ma sono tesa ed emozionata, c'è un formicolio di cui non riesco a liberarmi e che non è nemmeno del tutto spiacevole, se devo essere sincera: si tratta del vedere i miei due primi libri che prendono forma... è un'emozione indescrivibile, accompagnata, a volte, da paure irrazionali, altre, da un'esaltazione incontenibile. Insomma, non mi dispiace lavorare d'estate, nonostante l'afa e quell'atmosfera di sospensione magica che caratterizza l'attimo prima di scrivere: il foglio è la mia barca, la penna il mio remo, le idee che mi si stanno affollando in testa sono il vento che mi spingerà alla deriva il mese prossimo, rendendomi quasi felice di non essere in vacanza.

lunedì 22 giugno 2009

Colpo di Fulmine



Scrivo racconti praticamente da quando ho imparato a mettere le parole una dietro l'altra, ho sempre inventato storie più o meno lunghe fin dalla più tenera età, ma gli ingenui intrighi che hanno imbrattato centinaia di fogli nell'infanzia, prima, e nell'adolescenza, poi, sono sempre rimasti in un cassetto, questo perché in passato non pensavo assolutamente di trasformare il bisogno imprescindibile di trasferire le mie idee su carta in un lavoro... La passione è diventata qualcosa di più in un periodo relativamente recente, ma di una cosa sono sicura: la certezza che volevo intraprendere questa strada l'ho avuta quando ho visto questa puntata di "Cowboy Bebop" (a mio avviso la migliore serie animata degli ultimi 20 anni) e, in particolare, questa scena. Che altro dire: a suo tempo ne rimasi letteralmente folgorata, ebbi un vero e proprio colpo di fulmine e, se oggi scrivo, un pò lo devo anche a Spike...

sabato 6 giugno 2009

Lezioni di Sceneggiatura



A mio parere, "Little Miss Sunshine" è un piccolo gioiello e questa scena in particolare è una delle sequenze meglio sceneggiate della storia del cinema. C'è proprio tutto: lo sbigottimento davanti alla singolare performance della bambina, che esegue il numero che le ha insegnato il nonno (uno spogliarello!) con la massima disinvoltura, i sorrisi da parte di chi è più intelligente e non prende la manifestazione troppo sul serio e le reazioni eccessive di chi pensa che un concorso di piccole miss sia la cosa più seria del mondo (grottesche erano le piccole concorrenti in miniature intraviste prima dell'esibizione della piccola protagonista), la spontaneità della giovanissima concorrente, che è tutto tranne che conturbante e che sta facendo quello che una bimba dovrebbe fare in queste situazioni (si diverte), la decisione di un padre, che fino a quel momento non era stato un granché, di ricoprire finalmente il suo ruolo, assecondando la figlia, e la danza liberatoria e collettiva che riunisce una famiglia che ne ha passate parecchie. L'entusiasmo finale di quel tizio sconosciuto, poi, è la ciliegina sulla torta. Se non lo avesse strappato a "Il labirinto del fauno", penso che questo sarebbe stato uno degli Oscar alla sceneggiatura più meritati di sempre.

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