Il cielo di Angoulême era costellato di palloni rossi e questo, almeno a due persone con cui sto lavorando da un bel pò, dovrebbe sembrare una sorta di presagio... Non posso fare adesso un bilancio di questa trasferta: è sempre tutto troppo effimero e la scaramanzia mi impedisce di rallegrarmi per i "forse". Ho girato in lungo e in largo le strade che portavano ai diversi padiglioni, incontrando belle persone che vedo solo alle fiere ma che, ogni volta, mi sembrano amici di vecchia data. Ci confortiamo a vicenda, veniamo cullati dalle aspettative, tiriamo fuori tutti una grinta e una testardaggine che forse un tempo non credevamo di avere... Noi andiamo lì per combattere, lottiamo per dare voce alle nostre storie, nuotando controcorrente in un mare di autori più o meno bravi, consapevoli che, prima o poi, in un modo o nell'altro, raggiungeremo la riva. Sono partita senza troppo entusiasmo quest'anno, presa da troppi problemi irrisolti, ma l'ultimo giorno mi sentivo una tigre, forse per merito dell'elisir di speranza che aleggia attorno agli stand. Giulio ed io abbiamo parlato con chi dovevamo, scortati dalla migliore agente che si possa desiderare, Camilla; in sua assenza, ho presentato gli altri progetti a tutti quelli che potevo, aiutata dai grandi Matteo, Emanuele e Giorgia, che hanno fatto la maggior parte del lavoro da soli. Sono soddisfatta dei sogni su carta che siamo riusciti a creare, per il resto, chi vivrà vedrà. Un ringraziamento speciale alle splendide Nora e Claudia che, l'ultimo giorno, poco prima della partenza, mi hanno regalato il loro bellissimo libro e sono riuscite a farmi rilassare con una provvidenziale sessione di shopping... Abbiamo comprato o no i due vestiti più belli del mondo?
Un bel respiro, dunque, e di nuovo al lavoro, subito, senza lasciarsi distrarre dai "forse" cantati dalle sirene! Ragazzi... Mi manca già il Latitude!!!
P.S. Ho dimenticato la macchina fotografica (giusto una cosetta inutile, eh!?) perciò l'immagine l'ho fregata al mitico Massimo Deh :-)

3 commenti:
ti sei dimenticata il viaggio nel nulla, deviazione moebiussiana del regolare flusso di scorrimento del tempo, dovuta in parte alla nebbia e in parte al mio stile di vita... "avventuroso".
ogni volta che si torna da angouleme pare sempre d'esser stati al fronte, vero? eh sì.
Pippo: Eh! Eh! Sicuramente è stata una delle esperienze più alte della trasferta francese... Quasi metafisica, direi :-)
Alex: Concordo... in effetti è un pò una guerra, no?
Un abbraccione e a presto.
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