Sono in piedi dalle 5 e questo rafforza la mia convinzione che le ore migliori per scrivere sono quelle più profonde della notte e le prime del mattino: penso di aver riscritto piuttosto bene un soggetto che non mi convinceva affatto e adesso lui se ne sta lì buono buono, sullo schermo del mio nuovo amico rosa, ad aspettare di essere riletto, corretto e tradotto. Nel frattempo sorseggio la terza tazza della mia droga del momento: questa. Sono in pausa e questo è un post di passaggio: ho allentato un pò la tensione in questi ultimi giorni, in attesa dell'inevitabile botta di adrenalina che mi arriverà tra capo e collo a una settimana da Angoulême, quando correrò a destra a manca a stampare, telefonare, lamentarmi, lodare o approfittare del gesso per calarlo in testa a chi se lo merita. Dalla prossima volta vi mostrerò TUTTI i progetti che dovrei portare in Francia, anche quelli che non sono ancora pronti e che non so se verranno oppure no con me, insomma, vi farò vedere un anno del mio lavoro, sperando di farvi cosa gradita. Esprimetevi pure liberamente, tanto la più feroce critica di me stessa sono proprio io. La qualità è sicuramente migliorata rispetto a qualche tempo fa, ma non sono ancora del tutto soddisfatta: voglio fare meglio e di più. Ci riuscirò? Gli inizi sembrano promettenti, malgrado il dito ;-)

2 commenti:
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