mercoledì 30 settembre 2009

Chi va piano...


Sì, sì... "Va sano e va lontano"... Lontano può darsi, sul sano avrei da ridire visto che il mio fegato si sta logorando in modo lento, ma inesorabile fra attese e rinvii. Sono mediamente incazzata poiché la pubblicazione di un lavoro terminato un paio di settimane fa (ne ho parlato nel post precedente) sarà rimandata di un bel pò, se volete sapere la motivazione vi rimando a Vinz, non ho voglia di fare polemiche sterili, ma ritengo giusto precisare una cosa: ciò che più mi sorprende è che persone pressoché sconosciute, magari alla loro prima esperienza in questo campo, non si prostrino di gratitudine davanti a chi offre loro la possibilità di essere pubblicate, in questo caso davanti agli ottimi ragazzi della Doubleshot, sempre pronti a dare un'occasione alle nuove leve. Che dire? Sicuramente è peggio per loro: se di fronte a una tale prospettiva non sentono il desiderio di inchiodarsi le chiappe alla sedia per portare a termine il loro fumetto, significa che sono molto lontani dal professionismo, ma con la loro negligenza hanno danneggiato anche chi si è dato da fare e questo mi irrita parecchio, soprattutto per il mio disegnatore, che si è fatto un mazzo tanto per consegnare in tempo. In questo mestiere ci sono degli imprevisti, è vero, ma imparare a gestirli e rispettare il lavoro altrui è un primo passo verso la crescita, professionale e non. Amen. Detto questo, anch'io sto andando a rilento perché sto portando avanti più progetti in contemporanea, ma rimedierò, lavorando di notte se necessario, e sperando che il proverbio citato abbia un riscontro nella realtà. À bientôt!

venerdì 18 settembre 2009

Recover Imaginary People





Ebbene sì, soffro della comune malattia conosciuta come "ulcera da sceneggiatore", finché una storia non è pronta sto malissimo, mi rodo il fegato, immaginandomi realtà devastanti che porteranno il progetto al naufragio: mi faccio i film in testa, insomma, con una trama spesso avvincente, ma con un intreccio più drammatico del Matarazzo dei tempi d'oro, senza l'immancabile lieto fine. Fortunatamente questa caratteristica si sta attenuando col passare del tempo e sto tentando, a volte con successo altre no, di essere ottimista. Tutto questo discorso per fare i complimenti a Vincenzo: mio ex compagno di classe, buon amico, disegnatore dotato di grandissime potenzialità, che ha passato l'estate a disegnare una mia storia "breve" di 25 pagine, intitolata: "R.I.P. - Recover Imaginary People", ne avevamo già parlato qui e qui. Il risultato mi soddisfa, Vinz è stato molto bravo, nonostante i tempi ristretti, ma la distanza che ci ha separati durante questi ultimi mesi mi ha impedito di stressarlo come avrei voluto, per questo motivo, oltre a un sincero ringraziamento per aver ignorato il mare in favore della mia sceneggiatura, lo avverto che alla nostra prossima collaborazione gli spezzerò allegramente le braccine se mi farà vedere le tavole soltanto una settimana prima della consegna. Naturalmente scherzo (insomma), Vinz, e non vedo l'ora di lavorare di nuovo con te (questo è verissimo :-)
Ci riaggiorniamo presto... Stay tuned!

venerdì 11 settembre 2009

Nuvole in Toscana


Domani sarò qui, insieme a tanta gente simpatica. Ho proprio bisogno di una giornata di tregua: i lavori a casa sono appena cominciati e già i vicini stressano, ogni volta che vado a Pisa per la tesi entro in una realtà parallela in cui tutto va peggio rispetto a questa e le imminenti consegne incombono su di me come una spada di Damocle trattenuta da un capello, perciò... Nuova striscia. Stacco. Ci riaggiorniamo lunedì.

domenica 6 settembre 2009

La Torre Nera



L'avevo detto che avrei dedicato un post ai testi letti e ai film visti durante la stagione passata, indicando ciò che ho più o meno amato, ebbene, eccomi qui. Temo che mi ci vorrà più di un resoconto per completare il discorso, ma visto che da qualche giorno ho messo il turbo e sono carica di ottimismo sento il dovere morale di iniziare con ciò che più ho adorato nella mia lunga carriera di lettrice e non sarà una sorpresa per voi scoprire che i libri di cui sto per parlare appartengono a Stephen King, mi riferisco alla saga de "La Torre Nera", che mi ha praticamente risucchiata in un altro mondo per tutta la durata della lettura.


La serie è composta da 7 libri:








- La Sfera del Buio (il mio preferito),








Ho cominciato "L'ultimo cavaliere" senza troppo entusiasmo, dato che avevo appena terminato "Gli occhi del Drago", secondo me il peggior libro in assoluto del Re (mentre andavo avanti con la storia mi domandavo: "Ma lo ha scritto davvero lui? Siamo sicuri?") e invece il mio cervello ha avuto una reazione che non aveva da... Non so, penso che una reazione così non l'abbia mai avuta a niente: non sono riuscita a smettere di leggere fino all'ultima parola dell'ultimo volume (quando arrivano le dolenti note) e, mentre macinavo pagine su pagine, cercavo di immaginarmi che cosa sarebbe successo dopo, come quando ero piccola. Ho esaurito il tutto in meno di due settimane e il mio fidanzato può confermarvi che il mio entusiasmo era quasi intollerabile per chi non è un'integralista di King come me, forse solo un appassionato lettore come Recchioni può capirmi, ma anche Annie Wilkes, temo. Cosa ha contribuito a lasciarmi risucchiare da questa storia?


Innanzitutto, l'ambientazione è già esaltante di per sé: il fumetto non si avvicina nemmeno lontanamente a rendere l'idea di quel mondo "consumato", o meglio, "andato avanti" in cui "L'ultimo Cavaliere" si muove: è troppo "cool" il fumetto... Roland è un eroe triste.


I personaggi sono plasmati in modo ineccepibile (ma questa non è una novità per King) ed è impossibile non affezionarsi al ka - tet di Roland e non lasciarsi coinvolgere dalla loro ricerca: se non ci riuscite avete ucciso il bambino che è in voi. Trovo che i comprimari siano più affascinanti del protagonista, sebbene Roland abbia una personalità complessa e ben definita: io mi sono innamorata di Eddie Dean, lo trovo irresisistibile, di Susannah farei la mia confidente, Jake lo adotterei, Oy, la loro mascotte, me la terrei in casa, se potessi.


Devo aggiungere che questo testo è un bignami dell'opera omnia del maestro: c'è padre Callahan (Salem's Lot), Patrick Danville (il ragazzo che doveva essere assolutamente salvato in "Insomnia"), Ted Brautigan (Cuori in Atlantide), Randall Flagg ("L'ombra dello Scorpione"e, purtroppo, "Gli Occhi del Drago") e chi più ne ha più ne metta, se metto tutti i riferimenti ci faccio notte. Non ci crederete, ma chi è partito per il Re come lo sono io si diverte a ritrovare certi vecchi amici.


La terminologia usata contribuisce non poco ad aiutare il lettore a immergersi nell'avventura e certi particolari, come il concetto di "sottilità" e quello di "ka - tet", l'operare dei "Frangitori" e il mantra usato dai pistoleri prima di sparare, riportato qui di seguito:


"Io non miro con la mano

Colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.

Io miro con l'occhio.


Io non sparo con la mano

Colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.

Io sparo con la mente.


Io non uccido con la pistola.

Colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre.

Io uccido con il cuore"


...mi hanno davvero fatto sognare mondi, però... sì, c'è un però: dopo tutto questo c'è la fine... e sono cazzi!!! Non starò a dilungarmi ulteriormente: la mia delusione è stata paragonabile all'entusiasmo cieco che mi ha accompagnata per tutta la lettura. Non è una questione di gusto personale, il fatto è che il finale proprio non torna, viste le sue capacità, deve averlo scritto in fretta e furia, tanto per terminare una saga che lo aveva stancato e accontentare chi aspettava una conclusione da tempo. Se lo comentassi, lo svelerei e non posso certo farlo... Lascio a voi l'ardua scelta: vale la pena di leggersi 7 libri per arrivare ad un epilogo che di sicuro non è all'altezza di tutto il resto? Per quanto mi riguarda la risposta è sì: il bello non è nel raggiungimento dello scopo, ma sempre nel viaggio, ricordatelo bene, e questo potrebbe essere indimenticabile, quindi... Datemi retta, vale la pena farsi un giro, anche soltanto per salire su Blaine il Mono... Buona lettura e... Lunghi giorni e piacevoli notti!

martedì 1 settembre 2009

La concezione del tempo


Ci risiamo: è settembre. Sto indossando il cappellino da festa e ho stappato lo spumante. Chissà, magari alla mia nascita mi hanno programmata come un robot, fatto sta che allo scoccare del primo giorno del mio mese preferito ho lavorato come non mai e prevedo di non fermarmi. L'energia scatenata dall'entusiasmo fa fare grandi cose, nel mio caso penso che dipenda dalla concezione del tempo: è bizzarro, ma io non sento il 1° gennaio come il primo giorno dell'anno, per me è oggi Capodanno, non so se mi spiego. Questo è il momento in cui faccio il bilancio dei 12 mesi passati e quello appena stilato non è affatto male:
Punto 1°: la prima cosa, la più importante, è che il mio Ammmore ed io abbiamo una casa... Ricordo ancora quando l'ho vista per la prima volta; mi è apparsa in tutta la sua bellezza, sotto tutti gli acciacchi che il tempo passato in solitudine le aveva inflitto. L'ho sentito subito che sarebbe stata casa nostra e, malgrado il lavoro, che troppo spesso mi assorbe e mi distrae, so che questo è di sicuro il traguardo più importante raggiunto durante l'anno.
Punto 2°: ho lavorato con impegno e dedizione e sono stata premiata. Ho messo un piedino nel mercato francese e la punta di un dito in quello italiano (grazie agli amici della DoubleShot, presto dedicherò un post anche a loro), anche se non sono così ingenua da illudermi che d'ora in poi sarà facile, questo piccolo successo mi permette di andare avanti con grinta e consapevolezza. Sono sicura che è proprio questo ciò che voglio fare, il miglior posto di lavoro del mondo non potrebbe rendermi più felice.
Punto 3°: Ho conosciuto tante belle persone e ho scoperto quanto sia difficile, snervante e, allo stesso tempo, gratificante, esaltante e semplicemente stupendo lavorare in un'équipe e veder crescere un progetto, osservarlo mentre prende forma pagina dopo pagina. Questo mi ha fatto scoprire anche l'importanza di confrontarsi e quanto le opinioni e le critiche altrui giovino al risultato finale.
Punto 4°: dopo anni di stasi, ho ripreso l'università lasciata in stand - by in tempi immemori, ho terminato gli esami e iniziato la tesi.
Punto 5°: sono riuscita a fare una vera autocritica, un esame di coscienza senza ipocrisie di sorta, e sono giunta alla conclusione che di sbagli ne ho fatti un bel pò, ma che non posso farci niente: non si può disfare il passato, ma si può lavorare sul presente... Voi non vedrete il nesso, ma... sono fortunata ad avere dei genitori così in gamba e ad aver avuto una nonna eccezionale. Sono qui a scrivere anche grazie al loro amore incondizionato: avrei voluto semplicemente arrivarci prima.
Punto 6°: ho letto e visto tanto... un numero imprecisato di fumetti, circa 30 libri e 100 film. Non è molto, considerando che il mio beniamino Stephen King legge 80 libri l'anno (a meno che non bari), ma credo che quelli che legge lui non siano di 800 pagine l'uno (o almeno lo spero).... Magari, fra qualche giorno, dedicherò un post a ciò che mi è piaciuto di più e di meno, fra tutte queste letture e visioni.
Direi che non mi posso lamentare. Per il momento è tutto: buon Capodanno Moleskiniano a tutti (non vedo perché i pisani debbano festeggiarne uno tutto loro e io no) e... a très bientôt!

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