mercoledì 25 marzo 2009

Agenzia delle Entrate 2 - La Vendetta


Ieri ho fatto un bel respiro e sono tornata lì, in quel luogo mistico... Inutile dire che l'umore non era ai massimi livelli, per svariati motivi tra i quali ne elenco soltanto alcuni: odio perdere tempo per la negligenza altrui, ho lasciato in sospeso una cosa importantissima per tornare laggiù e piovevano cani e gatti, come dicono gli inglesi. Il tipo alla reception sembrava Rick Moranis nella parte del Mastro di Chiavi (anzi, forse era proprio lui) e, non appena ha visto la mia espressione, visibilmente minacciosa, mi ha chiesto se avevo un appuntamento per i carichi pendenti. Come dargli torto? Spiegata la situazione (per l'ennesima volta), Rick prova a chiamare l'impiegato che ha sbagliato la mia certificazione,. Lui risponde che è impegnato e che non può ricevermi, ma dice anche che la pratica non è stata completata da lui, bensì da un suo collega, così vengo spedita ad uno sportello. L'attesa è interminabile. Dopo più di un'ora, parlo con un tipo che mia madre ha definito l'Ezio Greggio dei poveri e a questo punto mi domando: "Sarò finita in qualche realtà parallela, popolata da sosia defunti di celebrità degli anni '80 che si sono organizzati per riprodurre la burocrazia italiana in una sorta di girone infernale?". Questa mi sembra ancora un'ottima ipotesi: forse Stephen King è passato di lì. Ezio ci dice che il problema non è di sua competenza e ci passa a Carlos (che chiamerò così perché mi ricorda il pugile Carlos Rivera di "Rocky Joe"... ma soltanto dopo il trattamento di José Mendoza, quelli della mia generazione mi capiscono). Carlos, a parte il volto tumefatto (forse da un cliente passato prima da Ezio) è stato abbastanza gentile e pare che abbia risolto il problema: tutto è stato generato da uno sbaglio "infinitesimale" (la parola del giorno), in poche parole... Manca una semplice marca da bollo... Vedo partire mia madre a razzo per procurarsi questa famigerata marca da bollo prima della chiusura dell'ufficio: la paura di essere trascinata in quell'antro kafkiano da sua figlia, ancora una volta, l'ha trasformata in Speed Racer e, grazie alla sua collaborazione (e a quella di Carlos, bisogna essere giusti), adesso ho il mio foglio. Oggi lo spedisco... Se ci fosse qualche altro errore tornerò lì per fare... questo (astenersi deboli di stomaco).

sabato 21 marzo 2009

Primavera


La primavera è arrivata troppo velocemente, come al solito. Tutti la amano, tutti la aspettano perché sembra annunciare l'estate col suo tepore e i suoi colori. Io no, io ho bisogno della malinconia dell'autunno e del rigore dell'inverno... Già mi mancano. Lavoro meglio con il freddo, non c'è niente da fare. Il caldo mi mette addosso una sonnolenza perenne, accompagnata da un'apatia insormontabile: non c'è aria condizionata che tenga, io vado in letargo al contrario, devo essere una specie nuova, non ancora catalogata. Comunque, ho ancora qualche mese da sfruttare prima che l'afa mi piombi addosso con le sue devastanti conseguenze e ho intenzione di portare a termine i lavori che ho iniziato nei mesi scorsi: una riscrittura completa di una storia in cui credo molto, due sceneggiature brevi (una autoconclusiva, l'altra una presentazione per un nuovo progetto) e due nuovi soggetti per due disegnatori davvero in gamba. Dopo tutto questo dovrò dedicarmi a ristrutturazioni e parti di vita lasciate in stand - by da troppo tempo e poi si vedrà... Spero che nel frattempo mi arrivi qualche buona notizia, quest'anno è partito sotto i peggiori auspici, ma io sono sempre stata un'ottimista: è la mia migliore qualità.

giovedì 19 marzo 2009

La misteriosa Agenzia delle Entrate...



Ai piedi dell'edificio che vedete qui sopra c'è un ufficio: l'agenzia delle entrate. Fino a qualche tempo fa ne ignoravo la collocazione e l'utilità. Adesso conosco la collocazione, ma continuo a ignorarne l'utilità. Per chi non sapesse di cosa sto parlando, mi spiego meglio: il mio editor francese mi ha chiesto di inviargli una certificazione di residenza per farmi pagare le tasse solo in Italia, com'è giusto che sia. Tanto per essere sicura, ho chiesto informazioni ad un mio amico e collega, che mi ha dato la sua certificazione da mostrare agli addetti ai lavori... "Bene" ho pensato "Vado e torno... quanto ci metterò... 5 minuti?".

Atto 1: "Eh no! Bisogna prendere l'appuntamento per varcare la soglia della misteriosa agenzia delle entrate... Non penserete mica di poter andare a farvi fare un modulo così, quando vi pare?". Dunque... Spiego via internet di cosa ho bisogno (al telefono questa gente era irraggiungibile) e fisso un incontro per martedì (scorso).

Atto 2: Vado all'agenzia. Tutto è deserto. Alcuni impiegati vagano senza meta con passo lento, sembrano fantasmi smarriti e chissà dove vanno, poi... Non c'è nessuno a parte loro e me. Il tizio in portineria mi sequestra i documenti (casomai fossi lì per compiere un atto terroristico) e mi manda in un ufficio al primo piano, dove trovo un altro tizio, questo piuttosto simpatico e disponibile, che però risponde alle mie richieste come se gli stessi parlando in qualche lingua arcana. Gli spiego la situazione, gli mostro la certificazione del mio amico, lui va a consultarsi con non so chi per venti minuti, torna e mi dice di andare al consolato francese... Obbietto dicendo che sono convinta che non sia necessario per una cosa tanto semplice. Ad un altro accurato esame del documento mi viene detto di scrivere su un foglio il testo esatto che voglio sulla certificazione... Lo scrivo (in stampatello, come ulteriore precauzione), lo lascio, pago il bollo e il tipo mi dice di ripassare dopo una settimana. Io firmo una delega, visto che ho molto lavoro da sbrigare e l'ufficio è dall'altra parte della città rispetto a casa mia.

Atto 3: Mio padre stamani è andato a ritirarmi questo dannato foglio ed è tornato a casa incazzato come una bestia. Segretarie ultra - pittate lo hanno trattato come un marziano e lo hanno fatto girare a vuoto per un'ora perché non erano capaci di trovare il documento che doveva ritirare. Tra impiegate che si mettevano lo smalto e impiegati che facevano merenda, finalmente qualcuno ha capito e gli ha consegnato la mia certificazione... probabilmente sbagliata (visto che non c'è nemmeno il timbro del bollo).

Ora è meglio che non dica altro, potrei scadere in scurrilità... Vi dico soltanto che per colpa di un'altra impiegata negligente, in un altro luog (le Poste), qualche mese fa, ho quasi perso la casa. Giudicate un pò voi. Posso solo dirvi che la gastrite avanza e il giramento di coglioni pure.

venerdì 13 marzo 2009

Memo

Quando una persona è impegnata in un'attività dalla quale è davvero appagata non si rende conto dello scorrere delle ore e questo è, appunto, il mio caso... Non faccio in tempo a finire un progetto lasciato in sospeso, che subito qualcosa di nuovo e interessante prende il suo posto: sto collaborando con persone eccezionali e i risultati sono gratificanti.
Oggi ho riscritto una breve sceneggiatura che non mi convinceva nella sua prima versione, ho esaminato meticolosamente uno storyboard per un racconto autoconclusivo di 25 tavole e ho rielaborato la sinossi della prima parte di un lavoro che mi sta molto a cuore: archiviate queste urgenze ho iniziato a buttare giù idee per un amico che attende un mio soggetto da troppo tempo e mi sono preparata una tabella serrata per le prossime due settimane, che mi vedranno impegnata nella riscrittura di un progetto che mi fa impazzire (nel senso buono del termine) e nella stesura di Loumyx fino a tavola 30.
Questo post - memo non serve soltanto a ricordare a me stessa che devo lavorare sodo, ma è anche una scusa per ringraziare tutti i favolosi disegnatori/illustratori/coloristi che hanno lavorato e stanno lavorando con me: sono molto contenta di come stanno andando le cose e sono sicura che in futuro i risultati ci premieranno. E adesso al lavoro... Di nuovo :-)

mercoledì 11 marzo 2009

On Writing


La lettura nutre la scrittura, almeno per quanto mi riguarda. Nei periodi di attività frenetica, come quello che sto vivendo adesso, la pila dei libri sulla mia scrivania cresce a dismisura e mi capita spesso di rispolverare vecchi testi: è il caso di "On Writing" del mio diletto Stephen King. Io non amo molto i manuali di scrittura, ma questo libro è farcito di gustosi aneddoti sugli esordi dell'artista e i consigli che elargisce all'aspirante scrittore sono tanto semplici quanto utili: il capitolo sulla "cassetta degli attrezzi" è un toccasana per chi, come me, si lascia incantare troppo spesso dal richiamo di quella sirena chiamata avverbio.
Chi mi conosce sa che sono afflitta da una sorta di dipendenza... il Re è una droga per me: il suo stile mi ipnotizza e i suoi lavori non mi deludono quasi mai. Questo testo, in particolare, è una lunga chiacchierata col lettore: King non ha la presunzione di dettare leggi imprescindibili all'aspirante scrittore, ma parla della sua esperienza personale, sottolinea gli errori da evitare e, soprattutto, non annoia mai.
In un periodo in cui sto portando avanti un volume per la Francia e cinque progetti nuovi dal destino ancora ignoto, mentre mi arrovello in un'attesa che mi ricorda fin troppo "Aspettando Godot", bhé, rileggermi questo testo è stato rigenerante: mi ha ricordato perché ho intrapreso questo mestiere... "per il piacere di farlo", esclusivamente per questo.

domenica 1 marzo 2009

Marzo... Buoni propositi


Gennaio e Febbraio 2009 non sono stati di certo i mesi migliori della mia vita: il primo è passato nel tentativo di confezionare nel miglior modo possibile i progetti per Angoulême, nella frenesia e nell'ansia più totale, mentre il secondo si è spento troppo velocemente a causa dello stress accumulato durante la fiera tanto attesa, ma soprattutto per il dispiacere di aver perso una persona cara, mia nonna, che ha sempre creduto in me, fino alla fine.
Le circostanze mi hanno portata a trascurare molti dei progetti lasciati in sospeso prima della partenza, ma se continuo con questo ritmo dovrei riuscire a terminare tutti i lavori in stand - by per fine mese, forse anche prima.
Troppo spesso, negli ultimi tempi, mi sono lasciata bloccare dalle troppe aspettative ma, in questi giorni, complice il tempo pessimo (e il tempo in generale, la cura migliore per qualsiasi tipo di ferita), ho riassaporato di nuovo quella pungente emozione che mi accompagna quando un nuovo soggetto prende forma e non è ancora imbrigliato né incasellato: somiglia allo sfarfallio che ti fa star bene e male allo stesso tempo quando capisci che il tizio (o la tizia) che hai davanti ti piace e che potresti anche innamorartene... è una cosa spontanea, non costruita.
I buoni propositi per marzo, dunque, sono: scrivere, scrivere, scrivere, ma solo per il gusto di farlo... senza MAI pensare al dopo.

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