
Ricordo che durante una delle mie prime lezioni di sceneggiatura uno dei miei insegnanti, Matteo, disse che il risultato del nostro lavoro non sarebbe mai stato esattamente uguale a come lo immaginavamo perché il fumetto nasce da un'interazione fra più persone e la sceneggiatura, per quanto dettagliata e ben fatta sia, risente dell'influenza di tutti coloro che lavorano a un progetto e questo, spesso, non è un male.
Questa affermazione mi procurò una certa inquietudine, lo ammetto: ero ancora lontana dal mio primo lavoro professionale, molto più presuntuosa e con un senso della realtà assai meno sviluppato di adesso e mi sentivo in un certo qual modo limitata dalla possibilità che le mie storie fossero "snaturate" da terzi.
A distanza di due anni da questo discorso, mi sono resa conto che, in effetti, la collaborazione fra più persone porta a risultati a volte lontani dall'idea iniziale, ma spesso non meno buoni: l'importante è rispettarsi, venirsi incontro e fare la propria parte con coscienza, il resto viene da sè.
Sono più che convinta che il lavoro dello sceneggiatore non debba terminare con la scrittura: uno scambio costante fra chi si occupa di parole e chi si cura delle immagini giova al prodotto finale e arricchisce entrambe le parti in modo impagabile.
A volte è difficile accontentare tutti, ma volete mettere la soddisfazione alla fine, quando ognuno ha messo in quel libro un pezzettino di sè? A quel punto la storia non è più una serie di parole, una sequenza di disegni o una combinazione di colori, ma l'insieme di tutto questo: è il riassunto delle diverse facce dell'immaginario che parla per tutti quelli che hanno investito tempo, fatica e idee in quel determinato progetto.
Si tratta di un'alchimia che svela la sua vera forma soltanto alla fine e che può riservarti grandi sorprese, nel bene e nel male; è magia e la magia è difficile, soprattutto in tempi così gretti, ma pronunciare con successo un incantesimo e vedere il golem che prende vita o la problematica ragazza che avevate abbozzato nella mente sorridervi dalla pagina... Bhé, tutto questo decisamente non ha prezzo, ti ripaga di tutti i pomeriggi di sole spesi su un foglio bianco, anche quando la meta è ancora lontana, lontana...
7 commenti:
apprezzabilissime riflessioni, il giusto impulso alla nuova avventura fumettistica che ci accompagnerà in questo freddo inverno che ha da venire (si spera...)
Grazie Giulio! Ho visto i primi personaggi:sono spettacolari. Non mi deludi mai. Un abbraccio e a domani.
in realtà cara francesca,siamo due specie che vivono in una sorta di simbiosi odiandosi però profondamente.gli sceneggiatori vedono il loro immaginario straziato da quei cialtroni dei disegnatori,che distruggono il loro univeso narrativo, modificando storia personaggi e situazioni.i disegnaori detestano gli sceneggiatori per la capacità di non vedere i probabili 700 errori nella tavola,ma di andare ad individuare l'unica cosa corretta della pagina e volerla cambiare.
dobbiamo sopportari vicendevolmente...;-)
maledetta tastiera...
poi scrivere dovendo anche sentire le lamentele di Alberto non deve essere proprio facile eh... ^_^
Riccardo: Ah! Ah! Sì, anche noi sceneggiatori siamo una brutta razza, ne convengo, il migliore atteggiamento possibile è quello di cercare di rispettarsi a vicenda e cercare di raggiungere un compromesso che soddisfi entrambi, se non del tutto, almeno in parte... Poi ti racconterò degli aneddoti tragicomici :-)
Leo: è sempre a criticare, in effetti!!! Spesso però le sue critiche tornano estremamente utili. Non appena avrò terminato i "lavori in corso", ti mando il soggetto, promesso! A presto!
non vedo l'ora!
comunque prenditi il tempo che ti serve che qui tra sapo e bookmaker il "da fare" non manca mai, eheh...
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