giovedì 28 agosto 2008
Loumyx - I protagonisti
mercoledì 20 agosto 2008
L'anno scorso ad Angoulême - Parte seconda
Ed eccoci arrivati al mio orgoglio... Il secondo progetto presentato ad Angoulême è questo: "LOUMYX" (titolo provvisorio). Soggetto e sceneggiatura sono miei, mentre i disegni sono dell'incomparabile Luca Saponti che ha già pubblicato le prime sei tavole di presentazione sul suo blog.
martedì 19 agosto 2008
L'anno scorso ad Angoulême - Parte Prima


L'anno scorso ad Angoulême ho presentato due progetti: un racconto di pirati e una fiaba ecologica, di cui avrò modo di parlare in modo approfondito nei prossimi post. Sono molto soddisfatta di questi due lavori, assai diversi tra loro, in cui ho sempre creduto moltissimo fin dalle prime bozze di soggetto.
I disegni sono del bravissimo Giulio Zeloni (ormai prossimo alla pubblicazione in Francia), con cui spero di poter collaborare di nuovo. Potete ammirarne le prime due tavole qui sopra.
domenica 17 agosto 2008
Un tuffo nel passato

Inutile dire che per me fu già un grande successo, non emozionante come la vittoria di quest'anno, ma sicuramente stimolante. Scrissi una storia breve, di tre tavole; avevo intenzione di mettere in scena una sorta di pubblicità progresso fuori dal comune, di ironizzare su quanto la realtà virtuale, a volte, prenda il sopravvento sulla vita reale. Il risultato non è certo un capolavoro, però mi sembra ancora piuttosto soddisfacente per essere un primo tentativo. Sul suddetto volumetto (ma cosa aspettate a procurarvelo?) è stata pubblicata la prima tavola di "Posso smettere quando voglio" (a quei tempi in attesa di un titolo), posto di seguito la versione integrale. In attesa del fascicolo dell'edizione 2008, vi auguro buona lettura!
TAVOLA 1 (3 strisce con 4 vignette su ciascuna, della stessa dimensione)
1.1. Vignetta piccola. Primo piano del volto di un uomo sui 35 anni, barba incolta, occhi iniettati di sangue, vistose occhiaie, una sigaretta in bocca, quasi consumata; è visibilmente, stanco e stressato ma, allo stesso tempo ha uno sguardo di sfida che fissa qualcosa che gli sta davanti.
DIDA Posso smettere quando voglio
1.2. Inquadratura frontale di un orologio da parete, quadrato, con lancette e appeso un po’ storto, è un oggetto di bassa qualità, sul muro la carta da parati è un po’ strappata e ci sono dei disegni infantili. Segna le 6.00.
DIDA Ancora un’ultima volta e poi sarà tutto finito
1.3. Stesso primo piano della vignetta 1.1. ma l’uomo adesso ha una sigaretta nuova e non ancora accesa in bocca e occhiaie ancora più vistose.
DIDA Non sono un drogato. Ho il pieno controllo di me stesso
1.4. Stessa inquadratura dell’orologio alla parete che adesso segna le 8.00.
DIDA Stavolta so che ce la farò
1.5. Adesso vediamo una porzione più ampia della stanza: un salotto disadorno, poco curato nell’arredamento e poco pulito, in terra un tappeto vecchio e spelacchiato, pieno di sporcizia. In primissimo piano, a sinistra della vignetta, vediamo solo una metà del volto dell’uomo (l’unico elemento illuminato della sala oltre alla fonte di luce che arriva dalla porta che si sta aprendo) e una parte di poltrona su cui è seduto, sdrucita, molto malconcia. L’espressione dell’uomo è sempre tesissima e concentrata. In background la porta è socchiusa, dallo spiraglio entra una fioca luce e sulla soglia c’è una bambina, con una mano è appesa alla maniglia (a cui arriva a fatica) e con l’altra trascina un orsacchiotto a cui mancano un occhio e un orecchio, indossa un pigiama a tuta, macchiato e ha le code, ma non pettinate, la sua espressione è triste.
Bimba Papà?! Papà io ho fame… Ho saltato anche la merenda
Padre Non ora
1.6. La bimba si è avvicinata al padre. L’inquadratura è leggermente angolata dall’alto, adesso del padre vediamo solo un ginocchio e una porzione di gomito, oltre al bracciolo della poltrona, vicino a lui c’è un piccolo tavolino con un posacenere pieno di cicche (alcune ancora accese) e due lattine di birra (altre sono sul pavimento). La piccola, accanto al tavola, guarda in alto, verso suo padre con aria di disappunto.
Padre Chiedi alla mamma
Bimba La mamma è andata via col maestro di merengue cinque mesi fa…
1.7. Inquadratura dalla stessa angolazione. Vediamo il braccio teso dell’uomo che sbatte una banconota sul tavolino, facendo cadere birra e posacenere (onomatopea, con lettere che vibrano), la bambina guarda il padre con gli occhi sgranatissimi (faccia buffa, con i lineamenti esasperati), mentre si trae un po’ in disparte.
Padre Devi imparare a provvedere a te stessa
Legato Vai a comprarti qualcosa e poi va’ a giocare con Toby
1.8. In fg, a mezzobusto, sulla destra della vignetta, c’è la piccola con espressione sconsolata che guarda con la coda dell’occhio il padre mentre sta uscendo, con la banconota in mano, vediamo l’altro lato della stanza, cibo mezzo mangiato e sigarette sparse dappertutto, la grande poltrona in cui sprofonda l’uomo ci copre lui e quello che ha davanti.
Bimba Ho sei anni e Toby è stato soppresso due mesi fa…
Legato Ha sbranato la donna delle pulizie
Padre …
1.9. Stessa inquadratura della vignetta 1.5, ma adesso la porta è chiusa, la bambina l’ha appena sbattuta alle sue spalle (onomatopea); la parte del volto che intravediamo dell’uomo è sempre più devastata, sul pavimento una scintilla sta incendiando il tappeto.
DIDA Sono un vincente. Quello che faccio è una mia scelta
1.10. Inquadratura dell’orologio. Sono le 9.00.
DIDA E posso smettere…
1.11. Vedi 1.9. La stanza ormai è completamente in fiamme e il fuoco ha quasi raggiunto l’uomo.
DIDA …. Quando voglio…
1.12. Inquadratura dell’orologio. Sono le 10.00.
DIDA …QUANDO VOGLIO.
FC Siiiiiiì!!! Guinness dei primati! Guinness dei primati! (baloon seghettato)
TAVOLA 2 (3 strisce)
2.1. Striscia. È sera. Vediamo la casa dall’esterno, una villetta in un quartiere residenziale, il giardino intorno è abbandonato, i fiori sono secchi, c’è una cuccia in legno con la scritta “TOBY”, macchiata di sangue, con un pezzo di grembiule che esce dall’apertura e un osso molto grosso e mezzo sgranocchiato sulla destra, la cassetta della posta è stracolma di lettere, alcune sono in terra. Sulla sinistra c’è un albero, su un ramo in alto un gatto magrissimo guarda terrorizzato la cuccia vuota. Due ratti, una famiglia di bruchi e due ragni stanno uscendo dal portone principale con valigie e aria scocciata: la casa è in fiamme, anche se il fuoco non l’ha ancora distrutta.
FC Sì! Sì! Sì! Guinness dei primati! Sono il miglioreee!
2.2. Striscia. È notte. Stessa inquadratura della vignetta 1.1. La casa adesso è completamente avvolta dalle fiamme e le assi cominciano a cedere, pezzi di tetto stanno già cadendo. I pompieri sono arrivati, ma uno solo sta cercando di spegnere il fuoco con l’idrante. Un altro, sulla sinistra, si sta occupando del gatto, è premuroso e vuole farlo scendere, ma lui gli soffia ferocemente, sulla destra un altro pompiere si è tolto l’elmetto e sta facendo il galante con una bella vicina curiosa che è scesa in strada in baby – doll, un altro, in estremo fg, in primo piano, ha sbagliato mira e il getto d’acqua se l’è preso in faccia. Alcuni vicini (una signora di mezza età, appesantita con una maschera di bellezza in faccia e biancheria troppo sexy per la sua stazza sotto il cappotto, un vecchietto decrepito che fuma la pipa ed è interessato molto più alla signora che all’incendio e le fa l’occhiolino, una giovane mamma con passeggino, tanto presa dalla scena da non rendersi conto che il suo piccolo si è allontanato e sta giocando con l’osso) assistono alla scena, più o meno interessati.
FC AAAAHHH!!! Il campione del mondo! Il re dei mondi! Il Salvatore!
2.3. Striscia. È mattina. Stessa inquadratura, ma ormai la casa è completamente distrutta. Il pompiere sulla destra sta uscendo dalla vignetta con la ragazza, tenendole il braccio sulla spalla. Sulla sinistra il pompiere vicino all’albero sta tenendo in braccio il gatto, che gli fa le fusa. Al centro ci sono gli altri due pompieri, ci danno le spalle e quello a destra si gratta la testa, la bambina si sta affiancando a loro, sta camminando, è appena arrivata e anche lei è di spalle (non indossa più il pigiama, ma un vestitino). La mamma se ne sta andando, sulla destra, rivolta verso di noi (vediamo il passeggino vuoto) e il bambino che la segue gattoni con un pezzo di grembiule in bocca, mentre anche il vecchietto e la signora se ne vanno a braccetto guardandosi con gli occhi dolci.
Bimba …
TAVOLA 3
3.1. Inquadratura frontale della bambina, mezzo busto, il pompiere si è chinato per metterle una mano sulla spalla (noi vediamo il dettaglio della mano), la bambina adesso è ben vestita e pettinata, ha gli occhi spalancati e un’espressione più sorpresa che addolorata, quasi imbambolata.
FC Devi essere forte piccola. Pensa almeno che tuo padre è morto felice…
3.2. Stessa inquadratura, ma la bimba ha un’espressione completamente diversa, gli occhi a mezz’asta, cinica, guarda di sbieco il pompiere, ha la faccia ironica di chi sta per formulare una domanda retorica.
Bimba Che ha detto?
3.3. Stessa inquadratura, ma ancora un cambio di espressione per la piccola. Adesso guarda in su, gli occhi al cielo in segno di beata rassegnazione, non è sorpresa di quello che l’uomo le sta dicendo.
FC Bè, mi pare… Campione del mondo… Il Salvatore…
3.4. Stessa inquadratura. La bimba sta soffiando fuori dell’aria, come se fosse sollevata e guarda in basso, non un punto in particolare. Sta riflettendo tra sé e sé.
Bimba Meno male che ho passato la notte da mamma, alla palestra “Salsa e merende”…
3.5. Mezzobusto del pompiere che si gratta la testa con lo sguardo perso, come se non capisse la reazione della bimba.
Pompiere Piccola… Hai perso il padre…
3.6. Figura intera della bimba di spalle, che se ne sta andando, ha la testa di lato per rispondere al pompiere.
Bimba Me lo aspettavo da tanto…
3.7. Primo piano del pompiere. Aria grave.
Pompiere Era malato?
3.8. Bimba di spalle. Non più girata, che cammina verso l’orizzonte.
Bimba Voleva finire Final Fantasy in una sola seduta di gioco… Un record…
3.9. Vignetta leggermente angolata, in fg, sulla destra il pompiere guarda rattristato la bimba che se ne va. La bimba di spalle cammina verso l’orizzonte a testa china, il vento le scompiglia i capelli e una palla di fieno passa tra i due. Il sole è alto. Immagine patetica da pubblicità progresso.
DIDA Ogni anno la Play Station miete milioni di vittime… Aiutale a smettere.
sabato 16 agosto 2008
Si ricomincia da qui...
Il racconto breve (composto da 8 tavole), in cui questa bizzarra eroina fa il suo debutto, si intitola "THE ZOMBIE AGE" e sarà inserito nel progetto "ALEX FOG" di cui non vi svelerò altro neanche sotto tortura... Dovrete aspettare Lucca Comics per saperne di più!
Intanto vi rimando al sito; è ancora in costruzione, ma potete già gustarvi un intrigante trailer.
L'unica cosa che posso dire è che i ragazzi che hanno lavorato a questo progetto sono davvero in gamba e credo che il risultato finale sarà ottimo, inoltre, è stato un piacere scrivere un episodio di questa saga per tanti buoni motivi: un pò perché Davide è riuscito a valorizzare molto bene, con il suo stile di disegno che ricorda autori come Breccia e Miller, la difficilissima sceneggiatura che ho realizzato per lui, un pò perché quando si parla di zombie io vado in deliquio... non mi stancherò mai di trattare questo argomento.
La mia Selma, poi, è "guarita" da un virus che le ha lasciato parecchie cicatrici psico - fisiche con cui deve confrontarsi quotidianamente; è un personaggio disilluso e grottesco ma, nonostante tutto, ha mantenuto una certa ironia... Credo che la sua vita fumettistica non terminerà con questa vicenda...

